L'anima di M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P.

mercoledì 21 ottobre 2009

Somalia: donne picchiate perché indossano il reggiseno

America si proibisce l’esposizione di centinaia di reggiseni per una causa benefica e in Somalia si prendono frustrate per il solo fatto d’indossarne uno. La notizia è agghiacciante e racconta la punizione che il gruppo estremista islamico al Shabaab ha inflitto ad alcune donne colpevoli di avere indossato un reggiseno in contrasto con la legge islamica che ne vieta l’uso perché ingannevole.

Davanti a certe notizie, benché avulse dal loro contesto, non si può che rimanere esterrefatti, ma lo stupore dura giusto qualche secondo e poi subentra l’indignazione: si può accettare tanta stupida e cieca violenza in nome di principi religiosi retrogradi e civilmente inaccettabili?

Gli estremisti islamici stanno rendendo il paese un luogo ancora più invivibile di quanto non fosse per le molte piaghe di cui la terra somala ha sofferto e soffre tuttora e sono le donne a patirne le prime conseguenze. Bande armate di frusta se ne vanno in giro per individuare chi a prima vista sembra indossare un reggiseno: seguono le frustate pubbliche in strada. Possibile che nessuno abbia nulla da obiettare e che le sole che avrebbero molto da ridire non possano osare neanche protestare?

venerdì 10 luglio 2009

giustizia è fatta nello Yemen

Yehya Hussein al-Raghwah viene giustiziato in piazza, nello Yemen. L’uomo è accusato di aver violentato e ucciso un bambino di 11 anni. Prima della pubblica esecuzione, è stato fatto marciare in città. Poi l’uccisione, davanti a centinaia di persone – inclusa la famiglia del bambino. L’omicidio risale allo scorso mese di dicembre: Hamdi al-Kabas, la vittima, era andato nel negozio dell’uomo per farsi tagliare i capelli. Ma dopo averlo violentato, lo ha fatto a pezzi. All’esecuzione ha assistito un medico, che ha visitato il condannato a morte prima che un soldato gli sparasse alla testa.

give thanx River


mercoledì 1 luglio 2009

L’Italia dei morti del liberismo

Trafiletti che manco si leggono. O notiziole di nicchia del giornale-radio. Se non sono italiani, spesso gli organi di stampa ne omettono anche il nome. Sono i proletari che muoiono sul lavoro. Sono mariti, padri, fratelli,figli che per (spesso molto) meno di 1500 euri al mese escono la mattina per faticare. E poi muoiono. Cadono da impalcature, da tralicci, da montacarichi. Si schiacciano sotto muri che crollano.Aspirano veleni pulendo le cisterne. Si schiacciano sotto i loro trattori mentre si occupano della terra da rendere fertile. Bruciano vivi quando non funzionano bene le macchine da imballaggio.Siamo noi che non ci occupiamo piu’ di loro. Che applaudiamo i politici che vogliono nascondere e mistificare queste notizie perchè sono complici con chi ha fatto in modo che gli operai si ammazzassero. Noi, che siamo deferenti di fronte ad un premier puttaniere che “si mescola al popolo”, che sorride, che va sui luoghi delle tragedie fingendo compassione. Che promette soldi e rimedi, senza essere capace di fare altro che nascondere a tutti il dolore, la disgrazia, il disagio dei superstiti. Quelli che solo per qualche giorno non potra’ tacitare: i parenti dei morti d’Abruzzo e, ora, di quelle 14 vittime di Viareggio. Che sono 14 tutte insieme e fanno rumore, un rumore che presto andrà spegnendosi per far spazio alle grida privatistiche e sciacalle che propagandano lo scempio assassino delle grandi opere, delle TAV, delle centrali nucleari, del Ponte sullo stretto, degli edifici del G8 e di Expo 2015.Quest’Italia è ormai terra di nessuno, spartita da padroni avidamente cattivi, smodati, senza vergogna. Che hanno barattato la giustizia con la falsità, la rapina e l’omicidio. Che s’abbracciano ai vampiri pretenziosi di denaro e di sangue. Indifferenti a chi muore lavorando o a chi è colpito dalle sciagure della natura e dell’incuria dell’uomo. Senza riscatto, senza compensazione o risarcimento alcuno si muore, in silenzio, abbandonando questa vita tra i carabinieri che presenziano e le ambulanze che spesso accendono le loro sirene per nulla.
29 giugno, Teor, provincia di Udine.
Daka Hysen, 59 anni, residente a Castelfranco Veneto (Treviso) ma di orgine kosovara, stava lavorando da solo alla costruzione di un capannone e scivolando, è precipitato dal montacarichi sul quale si trovava, da circa 5-6 metri di altezza, battendo la testa.
29 giugno, Anagni, in provincia di Frosinone. A perdere la vita,
un operaio 46enne. L’incidente è avvenuto alla Siderpali, una fabbrica che produce pali di vari materiali.
29 giugno, Pavia.
Due operai sono morti a causa di una scarica elettrica in un incidente sul lavoro a Mede, nel Pavese. I due erano su un cestello elevatore. A quanto si e’ appreso, stavano costruendo un tetto.
30 giugno, Viterbo. Ha fatto un volo di cinque metri
l’operaio che è caduto questo pomeriggio dal tetto di un esercizio commerciale dove stava compiendo rièarazioni.
30 giugno, Trapani. Un
agricoltore di 58 anni, Vito Catalano, di Mazara del Vallo (Trapani), ha perso la vita in un incidente avvenuto mentre, alla guida di un trattore, stava raggiungengo un terreno in contrada Greno.


give thanx Cloro

mercoledì 27 maggio 2009

botte ad uno stupratore


Video di forte impatto, girato in un indefinito commissariato di polizia (Bangladesh? Filippine?). Si sa soltanto che l’arrestato è uno stupratore. Il trattamento che riceve è documentato da una telecamera, neanche troppo nascosta.

giovedì 16 aprile 2009

Censura: no a Vauro, sì alla moltiplicazione dei pani e dei denti…

L’umorismo è un fatto culturale, rispecchia il clima sociale ed economico, la storia, le mode di un periodo e di un popolo. Da noi, con la chiesa, il perbenismo ecc.. quando si desiderano imbavagliare i media risulta piu’ facile farlo cominciando dalla satira, che si presta ad accuse di “cattivo gusto” e di “turbamento della sensibilità“, mentre il pensiero unico si rafforza, permea telegiornali e non solo: le chiacchiere sul “caso del giorno” sviano l’attenzione di massa dal resto. Ma è un gioco delle parti talmente ritrito che è facile beccarlo. Il problema è che il bavaglio si fa sempre piu esteso…
Chiaramente, il primo pensiero va a Vauro. L’umorista che con le sue vignette rappresenta momenti ludici che non solo fanno ridere, ma cercano anche di farci immaginare quello che tutti vorremmo.

Devo dire che però, dopo la sortita dei 65 anni perchè le donne vadano in pensione, ho particolarmente a cuore questa: dove Vauro, in sintonia con l’onda, ha immaginato per il piccolo merdone un giusto battesimo purificatore erogato da uno di coloro che piu’ volentieri lavorerebbe al posto di una signora agèe che ne avrà da due decenni le palle piene di tirare la carretta..
In ogni caso, Vauro è stato spodestato perchè l
a trasmissione di Santoro al Premier e alle sue pezze da piedi non è piaciuta. E poichè Santoro, da buon frammassone, non si puo’ più toccare, volendo dare un segnale di “rigore”, di “fermezza” e, chiamiamo le cose col loro nome, di censura, a farne le spese è stato il vignettista toscano.
Ma non è solo quello: è anche che a ’sta gente di esser presa per il culo non va giu’. La vignetta (che non ho trovato) in cui, quando Berlusconi aveva fatto questa foto:
Vauro faceva dire al soldato di sua maestà “adesso che ha fatto la foto può scendere dal mio cappello, please?”
il premier proprio non l’ha digerita. Per cui, come si sono rappresentate le bare, il Premier ha avuto il pretesto(offende i morti!!!) per attaccarlo e per espellerlo da “anno zero”.

In realtà non è nemmeno Vauro il problema (loro). E’ che a nessuno che governi, dall’opposizione o dalla maggioranza, piace la libertà nostra, a dispetto del nome del partito di Berlusconi. La libertà, per esempio, di sapere da Travaglio qualche retroscena poco pulito sugli appalti degli edifici abruzzesi o di conoscere dagli inviati di Santoro che non tutti gli abruzzesi terremotati hanno trovato l’azione governativa proprio “a misura di emergenza“. Anzi: Il potere non vorrebbe proprio che si parlasse di “emergenza”.
Il caso di Vauro, ma anche quello di Maroni che
s’indigna per una battuta di Crozza è solo lo sfizio di un coacervo di potenti che vorrebbero veramente imbavagliare quel poco di informativo che c’è ancora da imbavagliare. Assistiamo a un TG1 che fa palese propaganda per Berlusconi dalle zone terremotate, mostrando un caritatevole Silvio che fa avere una dentiera ad una vecchina che non aveva fatto a tempo a prenderla scappando da casa, durante la scossa.
L’umorismo del Premier, quello per cui gli abruzzesi terremotati devono prendere
“come un camping di fine settimana” l’obbligata permanenza nelle tendopoli (se sono fortunati ad accaparrarsi una tenda, ovvio), è stato censurato come Vauro. Il contesto però è un pelo diverso e le motivazioni pure. Il fenomeno “censura” invece è il medesimo, sempre uguale a se stesso, ripugnante, disgustoso e violento, come una carica della polizia contro dei disoccupati che non sanno come mangiare.
Quella battuta non doveva circolare. Nè in RAI nè su Mediaset. E non per l’unico motivo per cui non dovrebbe circolare e cioè che non fa ridere nessuno, a parte Silvio. Che ormai è celebrato dai leccaculo mediatici quasi come Gesù Cristo (la moltiplicazione dei pani e dei denti, non è un’idea mia, ma di quei tipi geniali di “odio studio aperto“)Tutto cio’non solo ha un notevole spessore demenziale, ma e’ qualcosa che ha a che vedere con l’antico MINCULPOP che non è una parolaccia, ma una realtà che almeno un paio di generazioni di italiani speravano di non vivere piu’. Speravano.

give thanx Cloro


martedì 17 marzo 2009

Don Business

Don Claudio, conosciuto anche come Don Business era sempre stato un indeciso, ed anche un ingenuo: era finito a fare il prete, quando la sua ambizione iniziale era quella di entrare in politica. Ma qualcuno poco affidabile gli aveva dato una dritta sul modo più facile per prendere i voti, e lui lo aveva seguito alla lettera… Adesso viveva nella confusione più totale: non aveva ancora capito cosa fosse la passione di Cristo: il calcio? Le donne? Andare a cena con gli amici, pane e vino a volontà? No, era sicuramente il tressette col morto, perciò tutta quella storia di Lazzaro, che come morto alla fine risultava più vitale degli altri. Allora pensò che anche lui, in qualità di prelato, dovesse trovarsi una passione, per emulare il maestro; quindi organizzò in parrocchia, tra le sue fedeli, la sfilata di candidate per il titolo di Miss Credente, ma l’unico risultato che ottenne fu quello di vedere una bionda falsa camminare in bikini tra i confessionali bestemmiando e proclamando il suo ateismo... Una panettiera pentita, ora votata al fradifraganza…Praticamente una perpetua dei tempi moderni… Frustrato, propose ai chierichetti, piccoli uomini contraddistinti dalla presenza, al centro del cranio, di una pelata più o meno pronunciata (PE-LA-TA quando molto pronunciata, plt’ quando poco pronunciata), di punire la sfrontata donnina, che aveva confessato di essere aspirante velina (cosa potesse trovarci di bello nello sniffare un pezzo di carta sottile non lo riusciva proprio a capire, il buon Don Claudio), li guardò negli occhi e propose: "Rapiamola, stanotte!". Il giorno dopo vide gli abulici collaboratori aggirarsi ridacchiando per la sagrestia, ma della blasfema donna ricercata nessuna notizia. Andò in giro e la incontrò per strada, ma stentò a riconoscerla: non aveva più i capelli, l’avevano “rapata” e nascondeva gli occhi lacrimanti dietro un paio di occhiali da sole… Lei gli disse: "Bastardi, mi hanno tagliato tutti i capelli mentre dormivo. Piangevo tanto che io e mia sorella abbiamo dovuto mettere gli occhiali da sole, nessuno ci ha aiutato (lei li ha messi per solidarietà, e anche perché doveva rispondere negativamente a un paio di inviti)"…Da quel giorno inizio l’idillio amoroso.Fatto di sotterfugi non troppo velati, e rincorse con auto tedesche di grossa cilindrata…Tutto sembrava filare per il meglio, ma la coscienza di “Prete Maritato” si fece sentire... Egli si depresse allo stato terminale per quello che era successo, infatti sull’asse del water c’era poggiato un cartello con il numero civico della canonica che gli ricordava 6 - 1 – 0(stronzo)...
Per tirarsi su decise di comprarsi qualcosa di bello, ma fu peggio: comprò un nuovo candelabro, gli piaceva un sacco, e allora recriminò per non aver comprato il sacco… La Miss continuava a tornargli in mente…Non lo abbandonava… Cercò di dormire, ma nel sonno trasalì e, resosi conto dell’eccesso, decise di tornare indietro, quindi trascese: buttò giù un bestemmione che quelli della Miss al confronto arrossirono e andarono a fare i “Chierichetti Comunisti”, dopo essersi rapati a loro volta, inciampando nella perpetua, che aveva sentito tutto e aveva minacciato Don Claudio dicendogli che da quel momento in poi, e per sempre, sarebbe diventata una dark: infatti gli parlò di tenebra perpetua… Questo Don Claudio proprio non lo riuscì a capire, ma capì che la vita ecclesiastica non faceva per lui…Pensò di andare a ritrovare sé stesso sul Tibet, ma non essendoci mai stato non vedeva come potesse mai essersi perso in quel luogo lontano... Allora ci mandò Carlitos e la sua ragazza (non proprio in Tibet), che tornarono piu’”Spiritati o Spiritosi” di prima…
Quindi il prete spretato ritornò alla vecchia idea di presentarsi alle elezioni, e si candidò…
Infatti, nelle nuove liste della Democrazia Cristiana figura il nome di Claudio Smazzettatore (ex prete tombatore, nonchè corruttore a tutte l’ore)...Un poiltico nato…


Con questo titolo onorifico il buon Don Claudio, o perdon l’Onorevole Claudio, avrebbe sicuramente fatto una carriera politica invidiabile…


Ps. BERLUSCONI TREMA IL TUO ALTEREGO E’ ARRIVATO…

martedì 10 marzo 2009

Siamo tutti PIRATI della STRADA e chi ancora non lo è lo sarà presto… molto presto…

Al destino di STATO, non si scappa... Signori e Signore, voglio darvi un’ulteriore brutta notizia…
” La casta dei governanti, politici e giornalisti, ci ha messo tutti con le spalle al muro…”
Ci costringe a trasgredire, senza tutelarci con l’adeguata educazione civile e stradale…
Purtroppo, quotidianamente qualche disgraziato tra noi, che ha la sfortuna inevitabile di viaggiare sulle sdrucciolevoli stradine italiane, finisce per investire qualche altro disgraziato che ha la sfortuna inevitabile di andare in bicicletta, o in motorino, o a piedi, sulle stesse disastrate piste…
Questi aglomerati di asfalto, cemento, ghiaia, sabbia, terra, ecc, composti in ordine sparso da sanpietrini, buchi e gardrait…In questa giungla di bitume usato come tappabuchi preelettorale, è matematico che un giorno toccherà anche a voi incappare nell’incidente del secolo…è solo questione di tempo. Dopo la estemporanea e miracolosa eccezione delle prime ed ultime autostrade degli anni sessanta /settanta, gli amministratori non hanno più costruito, né progettato nulla di simile...Negli anni sono poi arrivate le automobili di massa ed ecco tutti costretti a muoversi pericolosamente nelle ex stradine di campagna, nate per le carrozze e asfaltate alla bene e meglio.
Viene da sospettare che l'inerzia della Pubblica Amministrazione sia perfidamente voluta e pianificata…Creano circonvallazioni, raccordi, rotonde e semafori a go’ go’, ma non si occupano di ripristinare le strade secondarie…Esse, sempre più spesso sono impraticabili, lisce e tempestate di buchi o dossi improponibili…Sono abbandonate all’incuria e agli eventi atmosferici, con segnaletica confusa, incoerente e incomprensibile…All’occhio attento, appaiono come tante tagliole cosparse per salassare volutamente l'automobilista-preda: IMPOSSIBILE NON CONTRAVVENIRE a qualcosa e l'efficiente (questa sì) della P.A. esattrice (vigili, autovelox. ecc.) riempie le CASSE COMUNALI e STATALI senza sforzo…Queste AMMINISTRAZIONI COMPIONO RAPINE PUBBLICHE, contravvenendo spesso al codice giuridico e all’etica morale della decenza, che ogni amministrazione dovrebbe mantenere... Ma ancora più drammatico è l’assurdo prezzo che paghiamo in vite umane…Sempre più spesso capita di leggere di autotreni che travolgono bambini che giocano a palla ai bordi delle minuscole stradine e che inevitabilmente sconfinano…Come può un camionista bloccare un veicolo pesante in pochi metri, di fronte ad un ostacolo imprevisto ??? O, come fa un povero cristo a fermarsi con la sua auto su una strada minuscola che dovrebbero essere a senso unico e invece è a doppio senso,magari dietro una curva, ed ad evitare che capiti l’inevitabile???
Tutto questo non si può dire, non si può scrivere e denunciare, perché ecco subito che prontamente a difesa dei politici , delle amministrazioni locali, o delle forze dell’ ordine latitanti o compiacenti, interviene la casta dei giornalisti…Questi creano e plasmano il caso a “loro” uso e consumo, inventandosi sovente il “ pirata quotidiano” , per così oscurare i veri gravi problemi della viabilità e fottere le fragili menti degli italiani…Così capita che il povero camionista, magari pure straniero, o il disgraziato automobilista di turno, è linciato dai quotidiani come il MOSTRO della STRADA...colpevole di tutti i mali delle strade italiane… Se poi, preso dal panico e terrorizzato delle conseguenze ( come non esserlo in questo clima di caccia alle streghe ), o perché non accortosi del dramma, non si ferma subito perché terrorizzato, scatta la febbrile caccia all’ UOMO... Suggellata dalla gogna mediatica e dalla lapidazione pubblica ,fatta di arresti e processi eclatanti…
Atti a distogliere con un abile diversivo l’attenzione dal vero problema…L’inefficienza di un sistema marcio e inadeguato, fatto di responsabilità occulte rimbalzate in congruamente tra gli ENTI più vari e disparati, quali ANAS, COMUNI, PROVICIE, REGIONI, ecc… Purtroppo, c’è da dire che alcuni squilibrato alla guida di autoveicoli ci sono: la casta ne approfitta e li usa bene, utilizzando al massimo i media che controlla, facendo così iniscriminatamente di ogni erba un fascio… Facendo questo, in un colpo solo si liberano delle proprie responsabilità, che scaricano sulle spalle degli automobilisti, e trasformano questi ultimi da vittime in colpevoli...Le vittime in carnefici..e il gioco è fatto…
Nell'informazione ad ogni incidente è associata automaticamente, pregiudizialmente, la spiegazione " ECCESSO di VELOCITA’", prima ancora che se ne sappia qualcosa di preciso, ammesso che indagini serie avvengano… In definitiva i VERI COLPEVOLI “ NON “ SONO SEMPRE i GUIDATORI, bensì gli “AMMINISTRATORI “ che ci costringono a viaggiare in questa situazione di estremo pericolo... Loro spesso sono i veri responsabili, e i reali mandanti di tutti questi eccidi e dei nostri / vostri attuali o futuri guai ( nella speranza che ciò non capiti mai )…Ma anche dei politicanti, che hanno voluto e alimentato l’obsoleto sistema della patente a punti, generando il business dei corsi di recupero, delle multe salatissime e dei tiket di stato per analisi ( sangue / urina ), conto analisi, rianalisi, contro rianalisi, e così via… Per non parlare poi della prova del palloncino, del fuoco,del cuoco…
Cari Signori, sapete qual è la verità??? Per saperla basta confrontare i dati dell’italica nazione con quelli dei paesi a noi limitrofi…Così facendo questo aprirete gli occhi e vi renderete conto della truffa e della beffa che tutti quanti indistintamente subiamo quotidianamente...Comprenderete la gravità della situazione in cui ci muoviamo…( ci costringono a muoverci )…
Io, sono sempre più indignato e arrabbiato perché da sempre sostengo e denuncio che la vera voce dei cittadini dovrebbe essere la stampa ed invece così non è… La stampa italiana (che lo stato finanzia con decreti legge truffa ) dovrebbe essere il cane da guardia del popolo e non la fidata e complice voce della classe politica…Se questi presupposti vengono a mancare, non esiste democrazia, l’inerme cittadino resta senza difesa, divenendo il bersaglio prediletto, il solo e unico capro espiatorio, la vittima predestinata del sistema oligarchico statalista…Egli è il PIRATA da spremere e da usare, e al momento opportuno da CASTIGARE e CONDANNARE…
Siamo tutti PIRATI, siamo tutti colpevoli di essere innocenti…SIAMO IL POLOLO BAMBINO…


Lupo

mercoledì 25 febbraio 2009

ANTI RITO DI NON ACCENSIONE... UN ANNO DOPO

Erano almeno due anni che la crisi si preannunciava come una nuvola grigia e carica di piogge.
Sempre meno consumismo, sempre più persone rovinate dai mutui, dai prestiti, dagli acquisti rateizzati. Più passava il tempo, più davamo la colpa ad extracomunitari sottopagati o evasori. Ogni giorno sulle locandine dei giornalai si leggevano in caratteri cubitali le disgrazie di fabbriche importanti.
Forse, dovevamo dar retta agli anziani quando dicevano con aria triste e cupa che prima o poi avremmo dovuto fare i conti con il benessere “effimero”, dopo anni di guerre e povertà. Scrivo questo piccolo pensiero ,nella speranza che sia di monito o di augurio a chi verrà dopo di me. A mia figlia, che mi auguro che leggerà questi miei scritti quando ormai la crisi sarà solo un ricordo, e l'Italia sarà tornata a splendere di luce propria. Come dice un caro Amico di sventura, che divide con me la maggior parte della giornate in ospedale;
” a esse poveri i soldi ci avanzano sempre!”… Grazie a questo grido di incosciente ottimismo, noi guardiamo avanti, senza perdere però la diffidenza verso questo sistema che ha trovato un punto di rottura definitivo.
Dopo anni e anni di stabilità economica ci troviamo ad affrontare un periodo buio dove l'economia è al centro dell'attenzione di tutti, media compresi e dove diventa un lusso poter andare per negozi a fare shopping. Ricordo dieci anni fà le città come se avessero un trucco diverso, gli imprenditori non avevano abbastanza forza lavoro per far fronte ad una crescita continua del commercio, avremmo potuto avere anche tre lavori tutti insieme se solo avessimo voluto… Le città crescevano a vista d'occhio, la merce veniva venduta in tutto il mondo e il viavai dei camion stranieri era quasi insopportabile per una piccola e grande città del centro nord Italia,ma anche al sud la crescita era esponenziale… Adesso è tutto finito. Ogni giorno ci sono padri e madri di famiglia che rimangono senza lavoro, gli straordinari ormai sono un lusso di pochissimi e tutti fanno la spesa comprando solo cose necessarie.
Non si esce più dal supermercato con i carrelli della spesa strapieni di cibi e schifezze varie; comunque qualcosa di positivo c’è….” stiamo imparando a non sprecare, stiamo capendo che comprare oggetti o cibi futili non serve”…Questo è già una gran passo avanti, considerando che intere generazioni sono state abituate fin da piccoli a “scialacquare”… Nella politica ,destra, e sinistra non giocano più su questione di fedi…
Adesso i governi che si susseguono (e i leader della sx)sono pressochè uguali…Ora, dopo che per anni ci hanno tassato, multato, derubato,e molti si sono rovinati, i più hanno iniziato ad aprire gli occhi. Hanno finalmente iniziato a capire (troppo tardi)che il Paese è alle corde. Hanno realizzato che dal seno di mamma Italia non esce più latte, perchè egoisticamente è stato succhiato tutto quello che c'era da succhiare, si sono resi conto (forse) che impoverendo il popolo, l'economia si è fermata… Ma, non solo l'Italia esce sconfitta da questa situazione, ormai tutto il mondo soffre per un'economia malata ed infettata con un virus pericoloso, senza apparente soluzione.
Lo stato più potente del mondo (l'America) è entrato in una crisi senza precedenti; banche mondiali americane continuano a chiudere i battenti lasciando a casa centinaia di impiegati. Le borse sono cadute in picchiata rovinando imprenditori con centinaia di operai e problemi si sono aggiunti a problemi, ed ancor oggi non esiste stabilità… Le previsioni degli economisti non sono le migliori e si preannuncia un 2009 pieno di difficoltà per tutto il mondo. Siamo caduti in una depressione che ciclicamente si abbatte sugli Stati come il sole lascia il posto alla luna e viceversa…E’ passato il Festival di Sanremo,ma nulla è cambiato… Nel 2008 si sono verificati anche dei disordini a Roma in seguito ad una legge dittatoriale, grazie alla quale si tagliano i fondi alle scuole pubbliche e si favoriscono le scuole private, togliendo così all’Italia il diritto all’istruzione.
Erano decenni che non si vedeva una manifestazione di studenti, genitori e professori uniti nella lotta contro una forma di oppressione. La pacifica manifestazione però, si è trasformata ben presto in una lotta di quartiere che si è conclusa con il ferimento di diverse persone. Osservando i fatti salienti in TV, ci sembrava di essere tornati nel nostro Paese cinquanta anni fa quando i nostri predecessori combattevano in piazza per i diritti negatigli. Sapevamo che saremmo arrivati fino a questo punto,era inevitabile..
Ora,speriamo che le lotte di massa continuino ad unirci…” Tutti insieme possiamo far valere i nostri diritti uscendone vincitori…” Il 2008 è stato un anno rivoluzionario,anche e soprattutto per l’elezione del primo presidente nero (Abbronzato…come direbbe Silvio) della storia degli Stati Uniti.
Un “UOMO della PROVVIDENZA”,che dovrà riportare la tranquillità economica al mondo, visto che gestirà una Nazione che pilota da sempre l’economia mondiale.
Lui,Barak Obama, eroe dei giorni nostri, che al grido di “yes we can” ha fatto sognare tutti; una persona dal volto semplice, dal grande carisma che potrebbe passare per uno come tanti, ciò di cui il mondo intero abbisogna più che mai, nella speranza incondizionata che non sia solo “fumo negli occhi”…
Molte domande ci tormentano: riuscirà a rilanciare l’economia, a fermare guerre che il suo predecessore ha fomentato e avviato? Riuscirà a cambiare la mentalità di un popolo retrogrado e antiambientalista?...Oppure verrà assassinato come l’illustre Kennedy?... O ancora: si dimostrerà veramente l’uomo nuovo in grado di risolvere molti problemi o sono solo parole?
A queste e a molte altre domande può rispondere solo il tempo, intanto noi dobbiamo fare ciò che ci è possibile per andare avanti, e per costruire un futuro migliore…
Dobbiamo “LOTTARE” quotidianamente…Istante per istante…Momento per momento…
Dobbiamo non far prendere il sopravvento agli atti che ci privano del “DIRITTO”,vedi ronde incontrollate…O decreti legge TOTALITARISTICI…
Concludo segnalando,che nel 2008,a Felizzano (noto paese al centro del mondo…al centro di tutto e di niente..) in occasione della fine del Carnevale ci fù il “Nefasto rito di non accensione “…Dopo quell’evento “catastrofico”, tutto precipitò…
Mentre,ieri notte martedì 24/02/2009,tutto si è svolto per il meglio…
Anche questo è un segnale di ripresa che ci spinge a lottare per affermare le nostre idee, e la nostra volontà nel essere partecipi di un cambiamento…
Anche questo ci fà sperare di crescere i nostri figli,nella convinzione che vivranno in un mondo migliore…


Lupo

mercoledì 18 febbraio 2009

Giornalismo Tv, vecchie e nuove storie

L’immagine di Indro Montanelli seduto in un corridoio del Corriere. Non aveva una stanza, era appena arrivato da un servizio. Seduto col cappotto, col cappello, mentre scriveva un articolo sulla sua amata lettera 22. E’ una foto nota, anzi stranota. Ma è bellissima e appropriata per un ricordo del grande giornalista. Se ci guardiamo in giro di personalità, non personaggi,di tale levatura e libertà mentale se ne trovano pochini nelle redazioni tv e nella stessa carta stampata. Giusta l’idea di riproporre da parte di RaiSat la sua figura, il suo lavoro, la sua lezione.
Vorrei aggiungere qualcosa. Nel 2000, realizzai per Rai1, una serie intitolata “Cuore di Tv”, dedicata ai protagonisti della cultura e dei massmedia italiani. C’era Montanelli, in una puntata intitolata “Un uomo, un secolo”; Vittorio Gassman, “Uomo e mattatore”; Alberto Sordi, “Un amico infaticabile” ; Sophia Loren, “La ragazza di Pozzuoli”; Monica Vitti, ” Irresistibile”.
La serie si intitola “Cuore di Tv”-è stata trasmessa più volte , ha girato tra i canali satellitari, RaiInternazional e sono sicuro che RaiSat vi avrà pescato- perchè intendeva, intende andare al cuore dei documenti della tv, della Rai, per trovare un filo narrativo capace, almeno come tentativo, di rappresentare il protagonista prescelto in una luce di profondità e divertimento: Con l’uso di soli documenti senza testo aggiunto, senza interventi, insomma senza manipolazioni (se ne possono fare di intelligenti) e senza intrusioni.

Il critico Tullio Kezich, recensendo sul “Corriere della Sera” proprio la puntata dedicata a Montanelli, scrisse in modo esatto quel che mi premeva fare, e cioè scrisse che si trattava di un “autoritratto involontario”. Involontario ,perchè Montanelli non era stato messo al corrente della serie e non vi aveva partecipato con consigli, pareri o altro; autoritratto, perchè le immagini e la voce (le voci, gli intervistati) formavano una proposta che dava vita a un ritratto totalmente al servizio del protagonista stesso, con un montaggio, grafica e musiche rispettosi ma inventivi.
Ci si può domandare: inventivi, in che senso? Rispondo che la scelta dell’itinerario seguito era la mia, dell’autore, ma di un autore che si sfilava e cercava in questo caso come altri di restituire una rappresentazione seria, incisiva, in grado di andare oltre alle apparenze. In quel periodo, Indro (eravamo amici, mi considero un suo allievo) stava male, molto male. In una dichiarazione nel corso di un programma in cui duettava con Beniamino Placido- Idro era straordinario, spiritoso, impertinente- il grande giornalista disse : “Io sono qui, e non me ne vado. Per ora”. E batteva perentorio, con ironia rabbiosa, vitalissimo la mano sulla sua scrivania di via Solferino. Inserii la battuta nel mio doc. Completai il mio lavoro e spedii la cassetta a Montanelli.
Qualche giorno dopo al telefono mi giunse una voce lontana, affaticata, velata : era Indro. Si complimentò molto e aggiunse: “Mi hai fatto uno straordinario coccodrillo che non merito”. Come si sa, nel giornalismo, “coccodrillo” indica l’articolo già pronto in redazione per i protagonisti avanti con gli anni. Fui felice.
Da allora quel doc circola ancora, in festival o associazioni affezionate a Indro, al suo lavoro, alle sue scelte. Altri tempi, altra classe. Una penultima annotazione. Gli archivi Rai sono una miniera preziosa. Contaminarli con un affarismo affamato e con interessi speculativi (la vicenda di Benigni e dei diritti a lui girati come forma di compenso) è da condannare. Usarli senza criterio è persino peggio.
Un’ultima annotazione. Montanelli fu uno dei primi che seppe passare dalla carta stampata alla tv capendo cosa stava facendo e cosa di poteva ricavarne. E oggi?

sabato 7 febbraio 2009

GRAVE LUTTO…”NON TROPPO INASPETTATO”,HA COLPITO LA COMUNITA’ “TOSSICA” DEL BASSO PIEMONTE SUD

PARE, CHE A CAUSA DELLA
“POLVERIZZAZIONE”DIFFUSA E PROPAGATA AD
AMPIO RAGGIO, UN “DEMONE” SIA STATO TRADOTTO AGLI INFERI TERRENI,DA

ALCUNI
DEMONI
IN DIVISA…EGLI E’ STATO COINVOLTO IN UNA “RETATA PURIFICATRICE”,CHE HA PORTATO
“AI PIOMBI” ALTRI DEMONI “UNTORI”, ANCH’ESSI DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI
POLVERINA MAGICA…
ANCHE SE IL FATTO, NON HA STUPITO I PIU’(O I MENO…DIPENDE DA QUANTI NON
SAPESSERO, O ANCORA NON
FACESSERO USO DEI PRODOTTI “BAMBISTICI”, PROPINATI IN VARIEGATO MODO DAL
DEMONIO), CHE BEN
CONOSCEVANO GLI ASPETTI RECONDUTI DEL “LAVORO IN BIANCO”,(O “GRIGIO”,A SECONDA
DEL GRADO DI FULIGGINE CON CUI ERA PREPARATO IL PRODOTTO “BAMBARERIO”),
BISOGNA AGGIUNGERE CHE IL SUDDETTO “DEMONE” FIN QUI PROTETTO,ERA NIPOTE DI UN
NOTO
“CONFIDENTE” DELLE FORZE DEL DISORDINE COSTITUITO…QUESTA E’ UNA NEW’S CHE FORSE
SCONVOLGERA’ ANCOR PIU’ I “CLIENTI” DEL SIGNORE DEGLI INFERI (TACCA’ LA
FERRUVIA)…(((E’ SI AMICI NOSTRI,IL MONDO DA SEMPRE FUNZIONA COSI',E’ UN MONDO
MARCIO,FATTO DI SPIONI E CONFIDENTI, PRONTI A VENDERE LA PROPRIA MADRE PER UN
BENEFICIO EFFIMERO…I VOSTRI NOMI SONO DA TEMPO INCISI SUI REGISTRI DEGLI “SBIRRI”
DI TURNO… APRITE GLI OCCHI E LE ORECCHIE E TAPPATE LE NARICI, SE NON VOLETE ESSERE
UN GIORNO, RICATTATI O VENDUTI PER UN “PEZZO” DI FALSA LIBERTA’…)))…
QUINDI, FORSE QUESTI E ALTRI FATTI SIMILI HANNO TENUTO PER LUNGO TEMPO LONTANO
DALLE PATRI GALERE QUESTA MEFISTOTELICA CREATURA…
UN GIUBILO DI GIOIA HA COLTO LO STAFF DI MAVAFFANCULP, CHE OVVIAMENTE SA CHE
QUESTA NOTIZIA NON PUO’ CAMBIARE RADICALMENTE LE SORTI DI “UN REGNO” QUASI DEL
TUTTO SCHIAVO DI SUA MAESTÀBAMBA BAMBA”, MA SA ANCHE CHE UN PICCOLO PASSO E’
STATO
COMPIUTO PER (RISPOLVERARE) RIPORTARE ALLA LUCE I FIGLI PERSI,GLI AMICI
DIPENDENTI, GLI ZOMBI DEL LUNEDI', ECC…CHE SEGUONO IL CREDO DELLA
FELICITA’ ILLUSORIA….AMEN
PS. SIAMO GARANTISTI,PER TANTO CI AUGURIAMO CHE PRESTO ANCHE IL DEMONE TROVI
PACE
E VENGA
INTEGRATO IN UNA STRUTTURA CHE POSSA INDICARGLI LA VIA DELLA LUCE E
DELLA REDENZIONE…MA SIAMO ALTRESI' LIETI CHE UN SEMINATORE DI “DEPRESSIONE”, SIA
STATO FERMATO…



Lo Staff

martedì 3 febbraio 2009

La prostituzione di Veltroni

Veltrusconi, ovvero un intimo connubio tra Veltroni e Berlusconi, è decisamente il leader piu’ arrapante all’interno delle sale del potere dove si decidono le alte e meravigliose sorti di questo paese.

La pietra dello scandalo, stavolta è un sottosegretario all’economia (Cosentino, uomo di punta della Casa delle libertà), accusato da sei pentiti di essere fiancheggiatore del clan camorristico dei Casalesi.


Valter Veltroni si fa bello (con grande sforzo) televisivamente, annunciando con enfasi che “Il PD ha presentato una mozione” e che il PD “é il prima linea contro la camorra in Italia”.
La proposta è blanda: sospendere Cosentino dalle sue funzioni in attesa di chiarimenti piu’ precisi sul suo ruolo negli affari camorristici -gravissimi- di cui è sospettato. E così viene presentata,ma
moltissimi deputati del PD escono al momento del voto e rientrano a voto assegnato. E la mozione sulla sospensione di Cosentino non passa. Con la conseguenza che un sospettato di fiancheggiamento alla camorra è ancora sottosegretario all’economia del nostro paese, con enormi responsabilità sulla gestione del patrimonio comune, in epoca di crisi dell’occupazione.

La vomitevole astensione, che segna un punto a favore del potere mafioso, merita un
trafiletto sui giornali se va bene, una notizia che non giunge certo a tutti gli occhi e le orecchie che hanno sentito Veltroni scorreggiare dagli schermi televisivi che è nemico della camorra, lui.

Per loro, Veltroni è onestamente all’opposizione di Berlusconi. Con il suo “onesto” partito: il PDL. Ah, scusate, la L non ci va.


Update da sudterrae

Spicca in modo particolare l’assenza dal voto del segretario del Pd Walter Veltroni,che in un’intervista a L’espresso aveva chiesto le dimissioni di Cosentino.
In 22 erano assenti, altri setterisultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientratisubito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni. Nellalista qui sotto - diffusa Sinistra democratica - i parlamentari Pd, checon il loro voto contrario, la loro astensione o la loro assenza hannodeterminato l’esito della votazione.


Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia,Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari,Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru,Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.Si sono astenuti,nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli:Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra,Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut ,Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni,Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti,Corsini,Cuomo, D’Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano,Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli,Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo,Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo,Vernetti, Vico.Erano assenti glionorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D’Alema, Lusetti, Melandri,Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, ColomboFurio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta,Portas, Tullo, Calipari.Risultavano “in missione” gli onorevoli: Fassino, Migliavacca, Bindi, Albonetti, Barbi, Farina, Rigoni.

give thanx Cloro

mercoledì 28 gennaio 2009

R.I.P. Mino Reitano

Musica, è morto Mino Reitano

Il cantante era malato da tempo


A 64 anni si è spento Mino Reitano. Il cantante, 64 anni, è morto nella sua casa di Agrate Brianza (Mi), assistito dalla moglie Patrizia e dalla figlia Giuseppina Elena. Reitano era malato da due anni, ed era stato sottoposto a due interventi chirugici. I funerali del cantante (che lascia anche un'altra figlia, Grazia Benedetta) si svolgeranno giovedì. Reitano ha segnato la canzone italiana degli Anni Sessanta e Settanta
Ha cantato con i BeatlesLa vicenda di Mino Reitano è una tipica storia degli Anni '60, un ragazzo povero del Sud che comincia a cantare in Germania insieme ai Beatles quando non erano ancora i Beatles, diventa ricco e famoso negli anni del boom e dei milioni di 45 giri, e resta sempre un bravo ragazzo del Sud. Nella seconda parte della sua carriera per tornare al successo e fare la tv, da bravo ragazzo, era diventato il personaggio di se stesso, quasi un inconsapevole simbolo del trash, digiuno di certi meccanismi che però gli permettevano di restare alla ribalta, tornare al Festival di Sanremo e andare in America a cantare negli stadi pieni di italiani.Mino in Germania c'era andato da emigrante ma con i fratelli suona rock'n roll, così ad Amburgo si trovò a dividere il palco con i Quarrymen, che, tornati a Liverpool, diventeranno i Beatles. Poi è diventato un protagonista della canzone italiana degli anni '60: prima Castrocaro, poi nel '67 Sanremo con un brano di Mogol e Battisti, "Non prego per me". Nel 1968 arriva al primo posto della hit parade con "Avevo un cuore che ti amava tanto", seguito da un altro grande successo, "Una chitarra cento illusioni". Nel 1971 vice un Disco per l'estate con "Era il tempo delle more". E' il suo periodo più felice, partecipa a tutti i festival più importanti, vende tantissimi dischi, è un protagonista fisso di Canzonissima, scrive pure canzoni per Mina e Ornella Vanoni. Il tutto con un fare tra l'impacciato e il dinoccolato e un modo di cantare che sta tra Paul Anka e Luciano Tajoli. La sua è la biografia perfetta per l'uomo legato alla famiglia che con i primi veri soldi si è comprato una sorta di ranch in Brianza dove ha vissuto con le famiglie dei fratelli fino alla fine.Dopo un periodo di oscurità, negli anni '80 Mino Reitano è diventato un personaggio della televisione italiana. Da quel momento diventa un personaggio da rotocalco e ogni sua partecipazione al Festival di Sanremo, soprattutto quella del 1988 con "Italia", è stata nel segno della più ingenua popolarità, anche se poi, proprio grazie a San Remo, ha trovato altri ingaggi per programmi tv e tournee' per gli italiani all'estero. La malattia raccontata in pubblico ha riservato un'eco immeritata al suo triste finale.Il cordoglio degli amiciMolte le testimonianze di affetto dai colleghi dello spettacolo:Massimo Ranieri. "Eravamo tutti e due del Sud e per lui provavo grande stima e un affetto sincero. Era la purezza in persona e questo colpiva il pubblico, quella sua bontà e modestia. Era partito dalla Calabria ed era andato in Germania per cantare le nostre canzoni". Little Tony. "Era un collega e un amico speciale, prezioso, da 40 anni": Little Tony si dice "molto addolorato" per la scomparsa di Mino Reitano, al quale era stato vicino in questi ultimi due anni di malattia. "Ci siamo sentiti ogni settimana, io cercavo di incoraggiarlo in tutti i modi. Lui viveva la malattia con grande entusiasmo - aggiunge - mi diceva sempre che voleva fare un programma in cui io facevo Dean Martin e lui Frank Sinatra. L'anno scorso a Sanremo avrebbe voluto cantare in coppia con me, ma era già malato". Pippo Baudo. "Mino Reitano era un bravissimo ragazzo, ostinato, il classico emigrante con grande voglia di arrivare, esuberante, simpatico". "Nonostante il finale tragico e la sofferenza che durava da parecchi anni - sottolinea Baudo - Mino è stato fortunato, perché ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall'anonimato della provincia meridionale ai palcoscenici più importanti del mondo dello spettacolo, del quale è diventato a pieno titolo un protagonista

martedì 27 gennaio 2009

il Giorno della Memoria della Shoah


PER PER IL GIORNO DELLA MEMORIA VOLEVO PREPARARE UN ARTICOLO PER DARE ECO ALLE MOLTE VOCI MAI UDITE…ADDENTRANDOMI NELL’ARGOMENTO,HO CONSTATATO CHE OLTRE ALLE MILIONI DI PERSONE CHE NON HANNO PIU’ AVUTO VOCE(RICORDO),ESSENDO STATE CANCELLATE PER SEMPRE DALLA FURIA NAZISTA E NON SOLO…ESISTONO,MOLTISSIME ALTRE PERSONE ”MIRACOLOSAMENTE” TORNATE DALL’INFERNO DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO,DAI LAGER,DAI GULAK,DELLE FABBRICHE BELLICHE,ECC,CHE HANNO TACIUTO LA DURA REALTA’ DI QUEL MONDO E DI QUEL PERIODO…ANCOR OGGI TANTE DI QUESTE PERSONE NON VOGLIONO APPROFONDIRE L’ARGOMENTO… FORSE,PER IL TERRORE DILANIANTE DEI RICORDI…FORSE PER LA PAURA DEGLI INCUBI SOPITI…FORSE PER IL RISPETTO DEI MORTI…FORSE PER CIO’ CHE HANNO DOVUTO FARE PER SOPRAVVIVERE….O FORSE,SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON CI CREDONO,PERCHE’ NON VOGLIONO PIU’ CREDERE IN NULLA…PERCHE’ SANNO CHE TUTTO CIO’ CHE E’ ACCADUTO E’ TROPPO VERO…

Quindi scriverò della SHOAH, dell’OLOCAUSTO, del GENOCIDIO, ecc, toccando un argomento a cui non avevo abbastanza pensato. O piuttosto, di un aspetto di quell'argomento, che è il silenzio di tanti fra i superstiti dei campi di sterminio. Arrigo Levi ha insistito su questo riflesso dell'incomunicabilità di Auschwitz: «Di questa certezza si nutrì la vita dei sopravvissuti... l'incubo di non essere creduti. Primo Levi lottò contro di esso fino all'ultimo giorno». Ho sentito anche Amos Luzzatto, il presidente della Comunità ebraica, dire di non essersi ancora spiegato perché gli altri siano stati così a lungo renitenti ad ascoltare il racconto dei deportati scampati, così variamente ma vastamente impegnati nella rimozione. Questo induce a mettere insieme i due lati, la paura e il pudore dei testimoni, e la renitenza e la rimozione degli altri, per interrogarmi sul loro reciproco rapporto. Mi sono chiesto se i superstiti non avessero avuto paura, magari dopo i primi tentativi, oltre che di non essere creduti, anche del contrario: di essere creduti. Quindi,imbattendomi nel capitolo di un libro che trattava la questione del reduce con parole “particolari”,mi è balzato alla mente(per via delle incredibili analogie),di prenderne spunto… Un reduce che era stato dato per disperso, per morto. Torna a casa dopo molti anni. Dunque, il ritorno del redivivo. Praticamente,è la storia di un'Ulisse,attuale ora come all’ora. Egli torna dopo 20 anni di guerra e di peregrinazioni e non sa come sarà accolto, se troverà ancora la sua casa suo figlio,sposa amata e il letto coniugale costruito sopra un ceppo di ulivo e il suo vecchio cane. Ulisse è tuttavia al tempo stesso il campione esemplare della virtù consolatrice del racconto. A Itaca deve stare da travestito, per preparare la vendetta contro i pretendenti. Ma anche là, fingendo di parlare di un altro, racconta a Penelope le vicissitudini di Ulisse, e le ha raccontate tante volte nelle stazioni della sua odissea. Mentre,il libro che stavo leggendo è un inedito, di uno studioso italiano di rara intelligenza, Furio Jesi, morto nell'80 meno che quarantenne. Jesi tratta del reduce protagonista di un famoso dramma di Bertold Brecht,Tamburi nella notte.Nel cuore della notte torna e bussa alla porta: figlio creduto morto che torna dai suoi genitori, fidanzato che torna dalla promessa sposa. È lui o un fantasma? E da dove torna, da lontananze e prigionie o dal regno dei morti? E come possono accoglierlo gli altri, che l'hanno amato e hanno sofferto per lui, e poi lentamente si sono rifatti una vita senza di lui? Questo dilemma è spaventosamente aggravato quando il superstite che torna è davvero stato in un inferno come il campo di sterminio, in un posto di morti vivi, di “mussulmani”,cosicché davvero appare come un resuscitato. La sua pena è stata tale che chiunque al suo cospetto deve provare un disagio e un senso di colpa, se non per sé per l'umanità cui appartiene. Ci si commuove al suo ritorno, lo si abbraccia, ma subito, senza saperlo, senza ammetterlo, lo si sente come un intruso, perché tutto di sé è intruso nei suoi confronti e, proprio perché è stato morto ed è tornato, sta fra gli altri come un moribondo, come uno che deve morire…. Tutti sappiamo di essere mortali, e la convenzione che dà naturalezza ai nostri rapporti sta proprio nel fingere reciprocamente che la nostra morte non ci riguardi, non sia prevedibile se non come una disgrazia cui neanche alludere: ma ecco fra noi una, uno, che si porta addosso la sua morte passata, incisa con un numero nella pelle, e dunque annuncia in ogni momento la sua morte a venire, il compimento di quell'appuntamento solo fortuitamente rinviato. Lo dirò con cautela, ma «gli altri» rischieranno di far sentire al ritornato una propria involontaria aspettativa che se ne vada. Non ho il coraggio di interrogare da questo punto di vista il noto fenomeno per cui i prigionieri lottavano per sopravvivere con una tenacia sovrumana e poi, quelli scampati e tornati, in numero enormemente maggiore si suicidavano. Toglievano il disturbo. Questo disagio degli altri non dipende dal fatto che non hanno creduto al racconto dei tornati, ma dal fatto che l'hanno ascoltato e ci hanno creduto fino all'ultima parola. Ma quel racconto era insopportabile, minava la tranquillità agognata della vita da ricostruirsi, minava il diritto ad avere dei propri racconti, avventurosi, tristi, allegri e comunque di una tensione incomparabile con quelli. Bisognava tacere, di fronte al racconto dello sterminio. Bisognava ammettere che ne uscivano svuotate le parole delle proprie disavventure ordinarie, dei propri desideri di felicità e benessere. Sarà anche perché,il reduce del campo non è “creduto”,perché è “disperso”:ovvero è “creduto disperso” anche dopo essere tornato. Svaluta i nostri valori, ci impedisce di avere un mal di testa, confonde il nostro linguaggio, ci toglie l'indiscrezione di lagnarci di niente e di vantarci di niente. Tanti carcerati comuni dicono che una donna uno se la può conservare se sta dentro un paio d'anni, ma oltre bisogna rassegnarsi a lasciarla libera. Due anni in una galera alla buona. E Auschwitz? Auschwitz fa vergognare perfino della tentazione di lagnarsi della propria galera, che sia maledetta. Gran parte della storia del Novecento ha pagato un prezzo altissimo al reducismo:compreso l’arditismo misconosciuto e il fascismo,compreso Adolf Hitler. Il reducismo ha segnato di una ferita profonda l'America del Vietnam. I superstiti dei campi sono stati protagonisti spesso muti di un reducismo alla rovescia, impegnati a far passare dimenticato l'altro mondo che avevano conosciuto, e che avrebbe continuato a far conoscere da loro il mondo di tutti. Per questo mi è venuto in mente che avessero paura, come tante persone fra noi che sono ammalate e hanno paura della nostra buona salute, di non essere credute, ma di esserlo. Forse,anche Penelope provò, dietro la felicità, una paura quando ebbe riconosciuto Ulisse e lo abbracciò, la vecchia cicatrice del cinghiale sulla gamba, e le nuove cicatrici a lei ignote…Forse, IL SILENZIO FA’ PIU’ RUMORE DELLE PAROLE…Forse ,IL DOLORE, IL RICORDO, LA MEMORIA FANNO PAURA…Forse,ci sono mille e più forse…ma,la verità NON DEVE ESSERE MAI TACIUTA…





Lupo




lunedì 19 gennaio 2009

bambini morti

Non crediate che mi piaccia. Salvarle e metterle su. Mi fa male vederle. Già solo i bambini che piangono, ma anche gli adulti in preda alla disperazione. Io non sono abituata a tanta sofferenza. Magari girando per Milano dovrei tenere l’occhio piu’ vigile su quello che mi sta attorno e che distrattamente ignoro. Il “non accorgersi” del dolore che si ha intorno alla fine è il principio di ogni senso di colpa. Ma ha un fondamento.Non riuscirei mai ad abituarmi a vivere in una regione di guerra. Come dicevano tanti anni fa, in un gadget “desinistra” :”non ho mai visto la guerra e non voglio vederla mai”.Essendo nata in Italia nel ‘61, sono rimasta fuori dalla guerra, come quella descrivibile per esempio in Palestina: bombe che arrivano dal cielo, dalla terra e dal mare.Ma ho vissuto gli “anni di piombo” e poichè non c’era il pericolo di tornare e vedersi la casa spianata, direi che gli “anni di piombo” erano pure divertenti. Del tipo che il sabato pomeriggio si andava al cinema e all’uscita si doveva correre tra molotov, lacrimogeni e cordoni della polizia (di solito si correva in senso contrario, perchè da quel fronte, qualche colpo partiva piu’ facilmente e non bisognava essere politicamente impegnati per sapere questo dato) .Comunque poi, a casa, c’era sempre la mamma che tranquillamente faceva la minestrina.Io non lo so come si sta in guerra. La guerra è una cosa di cui ho sempre sentito parlare (mio padre era un reduce di El Alamein. Artificiere) e ne ho sempre letto con curiosità. Ma non l’ho mai vissuta.Oggi la detesto vedendola in televisione o soprattutto su you tube. Ma io sono e mi sento “una figlia della guerra” che la “guerra non l’ha mai vissuta” . E penso di essere fortunata anche per questo.E siccome sono anche “figlia del mio tempo” in cui la rappresentazione visiva è importante e decisiva del giudizio, mi sento di pubblicarle, le foto di bambini morti. Perchè non si puo’ rimanere indifferenti ad esse come la luna di Loredana Berte’ che bussa sugli occhiali da sole di un indifferente soggetto.se vediamo questa foto (e abbiamo il coraggio di guardarla con attenzione):non possiamo evitare di notare il bimbo morto che sta in mezzo agli altri due, che ha su il pannolone e che tiene il braccino in alto, appoggiato al cadavere del bimbo vicino, come per “stare piu’ comodo”, come fanno i mocciosi di quell’età che se li mettete nel lettone si sbracano con le braccine e vi prendono a schiaffi.O se vedete quest’altra fotoLa bambina ha la faccia contrariata di essere messa in un posto cosi buio e profondo. Ma già: è un cadavere. E un cadavere, non stiamo a raccontarci favole per gonzi, sapete meglio di me che è spazzatura.Credo che basta. Bastano ’ste due. Quelle ammazzate col fosforo me le risparmio e ve le risparmio.





give thanx Cloro


giovedì 15 gennaio 2009

disdire il canone RAI

Il c.d. “Canone RAI” non esiste, è così da alcuni impropriamente appellato il tributo che è dovuto allo Stato per la proprietà dell’apparecchio televisivo.
Gli utenti sbagliano quando, pur non usandolo, detengono un televisore non funzionante e non ne pagano il tributo relativo ritenendo che così sia lecito.
Vogliamo sgombrare il campo da questo ricorrente equivoco, questo vi può causare la notifica di una cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate per omesso pagamento di tributi.
Il c.d “Canone RAI” ovvero il tributo che è dovuto allo Stato per la proprietà dell’apparecchio televisivo è dovuto anche se siete proprietari di un televisore non funzionante, che magari avete anche messo in cantina, ma non avete scritto all’Agenzia delle Entrate di farlo suggellare.
Coloro che vogliono sanare al riguardo la loro posizione futura con l’Agenzia delle Entrate possono usare le seguenti istruzioni.

Lettera da inviare raccomandata A/R quando si intende far suggellare il televisore.
La cessazione può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno, se fatta entro e non oltre il mese di novembre vale dal gennaio dell'anno successivo. Il pagamento d'euro 5,16 è unico, spetterà alla Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - mandare i propri incaricati ad insaccare e sigillare il televisore che l'utente dovra' mettere a loro disposizione.

A - SE SI POSSIEDE IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:
1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a
"Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"
indicando sulla causale di versamento:
"Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n........................".
2) Cartolina contrassegnata con la lettera D ("D" = DENUNCIA DI CESSAZIONE DELL' ABBONAMENTO), compilarla in ogni sua parte, e barrare la casella "Intende far suggellare il Televisore a Colori".
Spedire la cartolina "D" assieme alla copia della ricevuta del vaglia postale per mezzo di lettera Raccomandata A.R..
Conservate con cura il vecchio libretto e tutti i documenti relativi alla pratica.

B - SE NON SI POSSIEDE PIU' IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:
1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a
"Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"
indicando sulla causale di versamento: "Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n........................",
2) Raccomandata con ricevuta di ritorno a:
Spett. "Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"
Il sottoscritto chiede la cessazione del Canone TV e, pertanto, concede autorizzazione - a voi o alla Guardia di Finanza in vostra vece - ad accedere alla propria residenza per far suggellare il televisore tipo.............................................................(N° di Ruolo .......................... ........................) detenuto presso la propria residenza ed unica dimora. A tale scopo ha corrisposto l'importo di euro 5,16 a mezzo vaglia postale n° ....................... del ....../......./...... (allega in copia la ricevuta del versamento) sul quale ha indicato il numero di ruolo dell'abbonamento. Dichiara altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e di non possedere altri televisori. Dichiara altresì - a quanto gli è dato sapere - che gli appartenenti al suo nucleo familiare hanno unica dimora presso la sua residenza e che non posseggono altri televisori. Allega fotocopia proprio documento identità. E' edotto delle sanzioni penali previste dall'articolo 76 del TU sulla documentazione amministrativa (DPR 28/12/2000 n.445) nel caso di mendaci dichiarazion, falsita' negli atti, uso e esibizione di atti falsi o contenenti dati non piu' rispondenti a verita', sotto la sua personale responsabilita'
Cognome ........................................................... Nome...........................................................
Via ..................................................... Città ..................................................... CAP .............
Telefono............................................
Data .....................................
Firma .........................................
Spedire la raccomandata assieme alla copia della ricevuta del vaglia postale.
Conservate con cura tutti i documenti.
Aspettate che il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza su incarico della SAT, venga a suonare il campanello di casa vostra per chiedervi il televisore da infilare nel sacco di iuta.
Il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza, dovranno venire su appuntamento concordato poichè stanno espletando un servizio che voi avete richiesto, non hanno il mandato del Magistrato per entrare coattivamente a casa vostra e fare perquisizioni.
Dovrete essere quindi collaborativi, farvi trovare in casa, indicare il televisore da suggellare e mostrare al funzionario SAT o alla Guardia di Finanza, che nelle altre stanze della vostra abitazione non ci sono altri televisori.
Abbiamo ricevuto lamentele da utenti poichè, pur essendo passati anni di tempo dalla richiesta, nessuno è venuto a suggellare il televisore.
Se il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza, non viene comunque voi siete a posto, avendo ottemperato a tutto quanto previsto dalla normativa vigente, e non siete tenuti a pagare il canone.

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni - Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246 (in Gazz. Uff., 5 aprile, n. 78). - Decreto convertito in l. 4 giugno 1938, n. 880, (in Gazz. Uff., 5 luglio 1938, n. 150).

giovedì 20 novembre 2008

un uomo di merda

Non mi ha fatto mai impazzire Fabrizio De Andrè. Lo trovo poco vitale nella comunicazione, troppo depressivo come stile musicale, anche se le parole sono sempre molto belle, ma allora doveva fare il poeta e non il cantante.
Oddio, sono una “periferica” per cui non ho magari queste raffinatezze di capire che la sua musica trova la sua radice da quell’evoluzione della musica popolare francese che è la tradizione degli chansonnier. Queste sono cose che chi proviene da un’educazione borghese all’epoca della fellininana “dolce vita” sa benissimo. Io no.
Ho comprato e apprezzato invece l’album che De Andrè ha tratto da un
concerto con la PFM (veramente sarebbero due) perchè la PFM dava alle canzoni di De Andrè quella forza vitale che al suo minimalismo “new popular” mancava.
E siccome non sto bene e nella mia rappresentazione campeggià la faccia di
Brunetta vi voglio proporre un brano che mi torna sempre in mente quando assisto ad un certo tipo di ingiustizie e, ancor di piu’, quando le sperimento personalmente.Mi raccomando si ascolti con attenzione il basso, suonato in un modo molto prossimo all’assoluto (Jaco Pastorius).






give thanx Cloro

lunedì 17 novembre 2008

donna inghiottita da un pitone

Paese che vai, usanza e rischi sul lavoro che trovi. E se le morti bianche sono in Italia una tristissima realtà, anche un colosso come la Cina ha le sue belle gatte da pelare.Recentemente un giovane cinese, non vedendo rientrare sua moglie Luo per pranzo, è andato a cercarla nei campi di cotone dove lavorava e al suo posto ha trovato un enorme pitone con lo stomaco tanto pieno da non riuscire a muoversi.Terrorizzato, l'uomo ha chiesto aiuto ad alcuni abitanti del luogo, che hanno ucciso il pitone, trovando nel suo stomaco la povera Luo. Purtroppo, non c'è stato niente da fare. Una storia finita male per noi di Asylum, che siamo abituati a raccontarvi le vicissitudini finite bene di gente molto più stupida.

venerdì 14 novembre 2008

Quando i nazisti hanno un cane…


… succede che lo fanno diventare idiota come loro.


give thanx River
 

Blog Archive

Online da
giorni!
Preleva

.

Followers


Ululate gente... ululate