L'anima di M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P.

lunedì 19 gennaio 2009

bambini morti

Non crediate che mi piaccia. Salvarle e metterle su. Mi fa male vederle. Già solo i bambini che piangono, ma anche gli adulti in preda alla disperazione. Io non sono abituata a tanta sofferenza. Magari girando per Milano dovrei tenere l’occhio piu’ vigile su quello che mi sta attorno e che distrattamente ignoro. Il “non accorgersi” del dolore che si ha intorno alla fine è il principio di ogni senso di colpa. Ma ha un fondamento.Non riuscirei mai ad abituarmi a vivere in una regione di guerra. Come dicevano tanti anni fa, in un gadget “desinistra” :”non ho mai visto la guerra e non voglio vederla mai”.Essendo nata in Italia nel ‘61, sono rimasta fuori dalla guerra, come quella descrivibile per esempio in Palestina: bombe che arrivano dal cielo, dalla terra e dal mare.Ma ho vissuto gli “anni di piombo” e poichè non c’era il pericolo di tornare e vedersi la casa spianata, direi che gli “anni di piombo” erano pure divertenti. Del tipo che il sabato pomeriggio si andava al cinema e all’uscita si doveva correre tra molotov, lacrimogeni e cordoni della polizia (di solito si correva in senso contrario, perchè da quel fronte, qualche colpo partiva piu’ facilmente e non bisognava essere politicamente impegnati per sapere questo dato) .Comunque poi, a casa, c’era sempre la mamma che tranquillamente faceva la minestrina.Io non lo so come si sta in guerra. La guerra è una cosa di cui ho sempre sentito parlare (mio padre era un reduce di El Alamein. Artificiere) e ne ho sempre letto con curiosità. Ma non l’ho mai vissuta.Oggi la detesto vedendola in televisione o soprattutto su you tube. Ma io sono e mi sento “una figlia della guerra” che la “guerra non l’ha mai vissuta” . E penso di essere fortunata anche per questo.E siccome sono anche “figlia del mio tempo” in cui la rappresentazione visiva è importante e decisiva del giudizio, mi sento di pubblicarle, le foto di bambini morti. Perchè non si puo’ rimanere indifferenti ad esse come la luna di Loredana Berte’ che bussa sugli occhiali da sole di un indifferente soggetto.se vediamo questa foto (e abbiamo il coraggio di guardarla con attenzione):non possiamo evitare di notare il bimbo morto che sta in mezzo agli altri due, che ha su il pannolone e che tiene il braccino in alto, appoggiato al cadavere del bimbo vicino, come per “stare piu’ comodo”, come fanno i mocciosi di quell’età che se li mettete nel lettone si sbracano con le braccine e vi prendono a schiaffi.O se vedete quest’altra fotoLa bambina ha la faccia contrariata di essere messa in un posto cosi buio e profondo. Ma già: è un cadavere. E un cadavere, non stiamo a raccontarci favole per gonzi, sapete meglio di me che è spazzatura.Credo che basta. Bastano ’ste due. Quelle ammazzate col fosforo me le risparmio e ve le risparmio.





give thanx Cloro


2 commenti:

verdiana ha detto...

non ho parole..quei volti mi tramettono grande amarezza

Anonimo ha detto...

tragedie annunciate...

 

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