L'anima di M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P.

mercoledì 1 luglio 2009

L’Italia dei morti del liberismo

Trafiletti che manco si leggono. O notiziole di nicchia del giornale-radio. Se non sono italiani, spesso gli organi di stampa ne omettono anche il nome. Sono i proletari che muoiono sul lavoro. Sono mariti, padri, fratelli,figli che per (spesso molto) meno di 1500 euri al mese escono la mattina per faticare. E poi muoiono. Cadono da impalcature, da tralicci, da montacarichi. Si schiacciano sotto muri che crollano.Aspirano veleni pulendo le cisterne. Si schiacciano sotto i loro trattori mentre si occupano della terra da rendere fertile. Bruciano vivi quando non funzionano bene le macchine da imballaggio.Siamo noi che non ci occupiamo piu’ di loro. Che applaudiamo i politici che vogliono nascondere e mistificare queste notizie perchè sono complici con chi ha fatto in modo che gli operai si ammazzassero. Noi, che siamo deferenti di fronte ad un premier puttaniere che “si mescola al popolo”, che sorride, che va sui luoghi delle tragedie fingendo compassione. Che promette soldi e rimedi, senza essere capace di fare altro che nascondere a tutti il dolore, la disgrazia, il disagio dei superstiti. Quelli che solo per qualche giorno non potra’ tacitare: i parenti dei morti d’Abruzzo e, ora, di quelle 14 vittime di Viareggio. Che sono 14 tutte insieme e fanno rumore, un rumore che presto andrà spegnendosi per far spazio alle grida privatistiche e sciacalle che propagandano lo scempio assassino delle grandi opere, delle TAV, delle centrali nucleari, del Ponte sullo stretto, degli edifici del G8 e di Expo 2015.Quest’Italia è ormai terra di nessuno, spartita da padroni avidamente cattivi, smodati, senza vergogna. Che hanno barattato la giustizia con la falsità, la rapina e l’omicidio. Che s’abbracciano ai vampiri pretenziosi di denaro e di sangue. Indifferenti a chi muore lavorando o a chi è colpito dalle sciagure della natura e dell’incuria dell’uomo. Senza riscatto, senza compensazione o risarcimento alcuno si muore, in silenzio, abbandonando questa vita tra i carabinieri che presenziano e le ambulanze che spesso accendono le loro sirene per nulla.
29 giugno, Teor, provincia di Udine.
Daka Hysen, 59 anni, residente a Castelfranco Veneto (Treviso) ma di orgine kosovara, stava lavorando da solo alla costruzione di un capannone e scivolando, è precipitato dal montacarichi sul quale si trovava, da circa 5-6 metri di altezza, battendo la testa.
29 giugno, Anagni, in provincia di Frosinone. A perdere la vita,
un operaio 46enne. L’incidente è avvenuto alla Siderpali, una fabbrica che produce pali di vari materiali.
29 giugno, Pavia.
Due operai sono morti a causa di una scarica elettrica in un incidente sul lavoro a Mede, nel Pavese. I due erano su un cestello elevatore. A quanto si e’ appreso, stavano costruendo un tetto.
30 giugno, Viterbo. Ha fatto un volo di cinque metri
l’operaio che è caduto questo pomeriggio dal tetto di un esercizio commerciale dove stava compiendo rièarazioni.
30 giugno, Trapani. Un
agricoltore di 58 anni, Vito Catalano, di Mazara del Vallo (Trapani), ha perso la vita in un incidente avvenuto mentre, alla guida di un trattore, stava raggiungengo un terreno in contrada Greno.


give thanx Cloro

1 commenti:

verdiana ha detto...

senza parole

 

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