L’umorismo è un fatto culturale, rispecchia il clima sociale ed economico, la storia, le mode di un periodo e di un popolo. Da noi, con la chiesa, il perbenismo ecc.. quando si desiderano imbavagliare i media risulta piu’ facile farlo cominciando dalla satira, che si presta ad accuse di “cattivo gusto” e di “turbamento della sensibilità“, mentre il pensiero unico si rafforza, permea telegiornali e non solo: le chiacchiere sul “caso del giorno” sviano l’attenzione di massa dal resto. Ma è un gioco delle parti talmente ritrito che è facile beccarlo. Il problema è che il bavaglio si fa sempre piu esteso…Chiaramente, il primo pensiero va a Vauro. L’umorista che con le sue vignette rappresenta momenti ludici che non solo fanno ridere, ma cercano anche di farci immaginare quello che tutti vorremmo.
Devo dire che però, dopo la sortita dei 65 anni perchè le donne vadano in pensione, ho particolarmente a cuore questa: dove Vauro, in sintonia con l’onda, ha immaginato per il piccolo merdone un giusto battesimo purificatore erogato da uno di coloro che piu’ volentieri lavorerebbe al posto di una signora agèe che ne avrà da due decenni le palle piene di tirare la carretta..
In ogni caso, Vauro è stato spodestato perchè la trasmissione di Santoro al Premier e alle sue pezze da piedi non è piaciuta. E poichè Santoro, da buon frammassone, non si puo’ più toccare, volendo dare un segnale di “rigore”, di “fermezza” e, chiamiamo le cose col loro nome, di censura, a farne le spese è stato il vignettista toscano.
In ogni caso, Vauro è stato spodestato perchè la trasmissione di Santoro al Premier e alle sue pezze da piedi non è piaciuta. E poichè Santoro, da buon frammassone, non si puo’ più toccare, volendo dare un segnale di “rigore”, di “fermezza” e, chiamiamo le cose col loro nome, di censura, a farne le spese è stato il vignettista toscano.
Ma non è solo quello: è anche che a ’sta gente di esser presa per il culo non va giu’. La vignetta (che non ho trovato) in cui, quando Berlusconi aveva fatto questa foto:Vauro faceva dire al soldato di sua maestà “adesso che ha fatto la foto può scendere dal mio cappello, please?”
il premier proprio non l’ha digerita. Per cui, come si sono rappresentate le bare, il Premier ha avuto il pretesto(offende i morti!!!) per attaccarlo e per espellerlo da “anno zero”.
In realtà non è nemmeno Vauro il problema (loro). E’ che a nessuno che governi, dall’opposizione o dalla maggioranza, piace la libertà nostra, a dispetto del nome del partito di Berlusconi. La libertà, per esempio, di sapere da Travaglio qualche retroscena poco pulito sugli appalti degli edifici abruzzesi o di conoscere dagli inviati di Santoro che non tutti gli abruzzesi terremotati hanno trovato l’azione governativa proprio “a misura di emergenza“. Anzi: Il potere non vorrebbe proprio che si parlasse di “emergenza”.Il caso di Vauro, ma anche quello di Maroni che s’indigna per una battuta di Crozza è solo lo sfizio di un coacervo di potenti che vorrebbero veramente imbavagliare quel poco di informativo che c’è ancora da imbavagliare. Assistiamo a un TG1 che fa palese propaganda per Berlusconi dalle zone terremotate, mostrando un caritatevole Silvio che fa avere una dentiera ad una vecchina che non aveva fatto a tempo a prenderla scappando da casa, durante la scossa.
L’umorismo del Premier, quello per cui gli abruzzesi terremotati devono prendere “come un camping di fine settimana” l’obbligata permanenza nelle tendopoli (se sono fortunati ad accaparrarsi una tenda, ovvio), è stato censurato come Vauro. Il contesto però è un pelo diverso e le motivazioni pure. Il fenomeno “censura” invece è il medesimo, sempre uguale a se stesso, ripugnante, disgustoso e violento, come una carica della polizia contro dei disoccupati che non sanno come mangiare.
Quella battuta non doveva circolare. Nè in RAI nè su Mediaset. E non per l’unico motivo per cui non dovrebbe circolare e cioè che non fa ridere nessuno, a parte Silvio. Che ormai è celebrato dai leccaculo mediatici quasi come Gesù Cristo (la moltiplicazione dei pani e dei denti, non è un’idea mia, ma di quei tipi geniali di “odio studio aperto“)Tutto cio’non solo ha un notevole spessore demenziale, ma e’ qualcosa che ha a che vedere con l’antico MINCULPOP che non è una parolaccia, ma una realtà che almeno un paio di generazioni di italiani speravano di non vivere piu’. Speravano.
give thanx Cloro


